Sottsass rappresenta una delle correnti più audaci e influenti del design del XX secolo. Fondato nel 1981 da Ettore Sottsass, il Gruppo Memphis ha stravolto le convenzioni estetiche, promuovendo una nuova comprensione della nostra epoca attraverso il design, l’architettura e la cultura.
Parliamo di Ettore Sottsass, era una persona molto speciale e piena di idee. Figura carismatica e visionaria, ha concepito gli oggetti non come semplici strumenti funzionali, ma come dispositivi virtuali di un rito esistenziale. Lui non pensava agli oggetti solo come cose che servono per fare qualcosa, come una sedia su cui sedersi o un bicchiere per bere. Li immaginava come oggetti che hanno un significato più profondo, quasi come partecipare a un gioco o a un rituale importante che riguarda la nostra vita. Creare un oggetto non era solo fare qualcosa di utile o bello, ma era un modo per fare riflettere le persone sulla società, sul mondo, e su sé stessi. In questo senso, il design non era solo “arte”, ma anche un’azione che faceva pensare alla vita, proprio come fanno i grandi pensatori o filosofi
La Nascita del Gruppo Memphis: Un Centro per la Creatività
Nel 1981, Ettore Sottsass riunì un gruppo di giovani designer e architetti, tra cui Michele De Lucchi, Martine Bedin, Nathalie du Pasquier e George Sowden, dando vita al Gruppo Memphis. Il nome scelto – Memphis – si ispirava alla città egizia, simbolo di eternità, ma anche alla canzone Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again di Bob Dylan.
Questo collettivo divenne un centro vitale per la sperimentazione, dove forme geometriche, colori sgargianti e materiali inaspettati si fondevano in creazioni che sfidavano ogni regola.
LE ESPOSIZIONI INNOVATIVE E LE PERFORMANCE RADICALI
Le mostre del Menphis Design Sottsass erano eventi provocatori, veri e propri happening artistici. La prima collezione, presentata a Milano nel 1981, sconvolse il pubblico con pezzi come la libreria “Carlton” e il tavolo “Superbox”, opere che mescolavano kitsch, pop art e funzionalismo.

Queste esposizioni non erano semplici presentazioni di mobili, ma performance radicali, dove gli oggetti diventavano protagonisti di un nuovo linguaggio visivo.
Un Rinnovamento Ininterrotto e il Dialogo con le Istituzioni
Il successo del Memphis non si limitò al design d’interni. Il gruppo instaurò un dialogo con importanti istituzioni museali, sia italiane che internazionali, portando le sue opere al MoMA di New York, al Centre Pompidou di Parigi e alla Triennale di Milano.
Anche dopo lo scioglimento ufficiale nel 1987, l’eredità del Menphis Design Sottsass ha continuato a influenzare generazioni di designer, mantenendo un “elevato valore” artistico e culturale.
40 Anni di Kitsch ed Eleganza: L’Eredità del Memphis
A distanza di 40 anni, il Memphis Design è ancora sinonimo di avanguardia. Le sue creazioni, spesso definite kitsch, in realtà incarnano un’eleganza fuori dagli schemi, con programmi destinati a perdurare nel tempo.
Oggi, pezzi come la lampada “Tahiti” o la poltrona “Bel Air” sono icone del design, collezionate da appassionati e musei di tutto il mondo.
Le Opere Più Iconiche del Menphis Design Sottsass
1. Carlton Bookcase (1981) Una libreria-simbolo del Memphis, con forme asimmetriche e colori vivaci. Sottsass la definiva “un altare postmoderno”.
2. Tahiti Lamp (1981, Martine Bedin) Una lampada su ruote con forme antropomorfe, che unisce giocosità e design d’avanguardia.
3. Superbox (1981) Un armadio-lamiera che sfida le convenzioni, trasformando un mobile in un’opera d’arte.
4. Casablanca Sideboard (1981, Ettore Sottsass) Un mobile bar che sembra una scultura, con pattern geometrici e materiali plastici.
5. Bel Air Chair (1982, Peter Shire) Una poltrona che ricorda i paesaggi californiani, con linee curve e colori accesi.
6. First Chair (1983, Michele De Lucchi) Una sedia che sembra un giocattolo, realizzata in laminato plastico.
7. Beverly Cabinet (1981, Ettore Sottsass) Un mobile che mescola design e architettura, con riferimenti al decò.
8. Murmansk Fruit Bowl (1982, Ettore Sottsass) Un centrotavola in metallo colorato, dove la forma astratta diventa arte.
9. Mandarin Chair (1981, Ettore Sottsass) Una seduta che ricorda le sculture cinesi, con braccioli a ventaglio.
10. Mobile Carlton (1981): Un divisorio postmoderno per il collettivo Memphis.
11. Lampada Tahiti (1981): Un pezzo giocoso e colorato del design Memphis.
12. Elea 9003 (1957): Primo calcolatore elettronico per Olivetti.
13. Specchio Ultrafragola (1970): Un complemento d’arredo sinuoso e innovativo.
14. Serie di ceramiche Tenebre: Ispirata a forme tribali e rituali.
15. ’Antibes Table (1984, Nathalie du Pasquier) Un tavolo che sembra un quadro astratto, con pattern geometrici e colori primari.
16. Macchina da scrivere Valentine (1969): Iconica e colorata, progettata per Olivetti.

Un Progetto Ambizioso che Ha Cambiato il Design
“Menphis Design Sottsass” è stato un viaggio all’interno di un progetto visionario, avviato con l’idea di cambiare il volto del design internazionale. Sottsass e il suo gruppo hanno scelto la strada più efficace, diretta e rischiosa per farlo, trasformando gli oggetti quotidiani in metafore della vita.
Oggi, immergersi nelle opere del Memphis significa accettare l’invito a vivere il design con la stessa consapevolezza utopica di Sottsass amava dire: “gli oggetti possono diventare lo strumento di un rito esistenziale, non solo cose che si usano”.
Memphis Design Sottsass: Quando il Design Diventa Arte (e Viceversa)
Scopriamo come il Memphis Design Sottsass ha ridefinito il confine tra arte e design, influenzando collezionisti e critici. Perché un mobile può valere come un quadro? Perché il design parla di società, politica e utopia proprio come l’arte figurativa? Serviamoci questo “boccone” su un piatto Sottsass e assaporiamo la rivoluzione.
Arte e Design: Due Linguaggi, Stessa Rivoluzione
Cari collezionisti, amanti dell’arte figurativa, galleristi e curiosi: avete mai pensato che un armadio possa valere quanto un quadro? Che una libreria può essere una scultura? Che il design, come l’arte, racconta la nostra società, le nostre ossessioni, le nostre utopie?
Ettore Sottsass e il Memphis Design hanno sfidato questa separazione, dimostrando che arte e design sono due facce della stessa medaglia. L’unica differenza? I materiali e il linguaggio. Ma le domande, le provocazioni, le influenze culturali? Quelle sono identiche.
Il Memphis Design Sottsass è Arte?
Sì, Solo che Puoi anche Usarla è questo: arte che si tocca, si usa, si vive.
Se sei un collezionista, non limitarti ai quadri. Esplora il design radicale, perché come diceva Sottsass:
“Gli oggetti possono essere dispositivi di un rito esistenziale. Non solo cose che si usano, ma
simboli di un mondo possibile.”
Perché un Collezionista d’Arte Dovrebbe Appassionarsi al Memphis?
- Perché il Design è Arte con Funzionalità (A Volte)
- Un dipinto di Basquiat racconta la strada, il razzismo, la ribellione.
- Una “Carlton Bookcase” di Sottsass fa lo stesso, ma ci puoi anche mettere i libri.
- Entrambi usano colori shock, simboli, contaminazioni—solo che uno è in legno laminato.
- Perché il Memphis Ha lo Stesso Impatto di un Movimento Artistico
- Come la Pop Art ha stravolto la pittura, il Memphis ha stravolto il design.
- Come Warhol usava la Campbell’s Soup, Sottsass usava il laminato plastico.
- Entrambi giocano con il kitsch, il consumismo, l’ironia.
- Perché Anche il Design Parla di Politica, Sesso e Utopia
- Sottsass diceva: “Il design è un modo di discutere la vita, la società, l’erotismo”.
- Esattamente come fa l’arte concettuale.
La differenza? Invece di un’installazione, ti ritrovi un divano fluorescente in salotto.
Come Iniziare una Collezione Memphis (Se Sei un Appassionato d’Arte)
- Cerca Pezzi con una Storia
La “Tahiti Lamp” (Martine Bedin) non è solo una lampada: è un giocattolo per adulti,
un oggetto di culto.
La “Casablanca Sideboard” è un mobile? No, è un’architettura in miniatura. - Pensa al Design Come a un’Installazione
Un quadro si appende al muro.
Un mobile Memphis trasforma l’intera stanza in un’opera d’arte.
3. Segui il Mercato: Il Memphis Vale Come un’Opera Figurativa
Negli ultimi anni, i pezzi Memphis hanno raggiunto aste da migliaia di euro.
Perché? Perché sono pezzi unici, come sculture.
Serviamoci un Boccone su un Piatto Sottsass: Il Design Come Esperienza Collettiva
Immaginate:
- Un tavolo che non è solo un tavolo, ma una critica al conformismo borghese.
- Una lampada che non è solo luce, ma un manifesto della libertà creativa.
- Una sedia che non è solo per sedersi, ma per sconvolgere le regole.
Ecco cosa significa Memphis. Ogni oggetto è un’opera aperta, proprio come un quadro di Fontana o un ready-made di Duchamp.
PERCHE NON PARLIAMO DI “ESTETICA DELL’AMBIENTE”?
Ma Ettore Sottsass e il Memphis ci hanno dimostrato che questa divisione è un’illusione.
Perché?
- Perché un tavolo può essere un’opera concettuale (vedi “Superbox”).
- Perché una libreria può essere un’architettura postmoderna (vedi “Carlton”).
- Perché una tazzina può essere un manifesto politico (se disegnata da Sottsass).
Allora, se tutto è potenzialmente arte, perché non pensare all’ambiente-casa, ufficio, spazio pubblico come a un’opera d’arte totale?
Metafora? No, Filosofia: Gli Oggetti Come Tasselli di un Mondo Possibile
Sottsass non disegnava semplici mobili. Costruiva mondi alternativi.
Ogni suo oggetto era:
- Un simbolo (es. “Casablanca” = esotismo, viaggio, sogno).
- Una provocazione (es. “Tahiti Lamp” = design come gioco).
- Un atto politico (es. “Bel Air Chair” = ribellione al minimalismo).
Se accetti questa visione, allora:
- La tua casa non è più un contenitore di oggetti, ma un’installazione vivente.
- Il tuo ufficio non è più un luogo di lavoro, ma una galleria d’arte interattiva.
- Il bar dove prendi il caffè? Una performance in corso.
Come Applicare l’Estetica dell’Ambiente? 3 Regole Memphis
- Rompi le Regole
- Mischia arte figurativa e design radicale.
- Esempio: Un quadro astratto appeso sopra un divano Memphis.
- Gioca con i Contrasti
- Accosta opere classiche a oggetti pop.
- Esempio: Una statua neoclassica vicino a una lampada Martine Bedin.
- Trasforma l’Utile in Inutile (e Viceversa)
- Scegli oggetti così belli che quasi ti dispiace usarli.
- Esempio: La “Mandarin Chair” di Sottsass: si può sedere? Sì. Ma è anche una scultura.
La Vera Felicità? È una casa Memphis
Perché “vissero felici e contenti” non è solo un finale da fiaba. È un manuale di istruzioni:
1-Scegli oggetti che ti fanno sorridere (anche se tua zia li odia).
2-Abbi il coraggio di mischiare (un quadro rinascimentale sopra un divano acido? Perché no?).
3- Ricorda: niente è “solo decorazione” (ogni pezzo è un personaggio nella tua storia).
E il drago del minimalismo? Fu sconfitto.
“Ma come faremo a vivere senza regole?” gridavano i custodi del buon gusto.
Semplice: ignorandoli.
- Perché un tavolo deve essere rettangolare?
- Perché una sedia deve essere comoda? (Scherziamo, ovvio che deve esserlo… ma può anche essere una provocazione).
Il Memphis ha vinto perché ha trasformato le case in teatri del possibile.

- Allora possiamo esplorare questa domanda: Che cos’è il design? Risposta:
Il design è come un ponte tra funzionalità e creatività. Ma la definizione può cambiare da persona a persona. Ad esempio, tu come artista potresti vederlo come un modo per dare forma a un’idea, rendendola tangibile e significativa. Potresti pensare al design non solo come un oggetto, ma come un racconto visivo o un’emozione che le persone possono vivere ogni giorno. Ti viene in mente un aspetto del design che senti vicino al tuo lavoro artistico?
Hai mai pensato a un oggetto che vorresti progettare? Immagina di combinare la tua arte con un oggetto funzionale. Ad esempio:
- Una lampada che, accesa, proietta disegni o dipinti astratti sulle pareti
Un tavolo o una sedia che abbiano elementi pittorici, quasi come fossero opere d’arte utilizzabili. - Una collezione di tazze o piatti decorati con il tuo stile unico, trasformando un gesto quotidiano come bere il caffè in un momento speciale.
Il bello del design è che puoi unire l’arte e l’utilità in modi sorprendenti.
L’arte integrata nel design è un modo affascinante per unire creatività e funzionalità, facciamo alcuni esempi:
- Design d’interni: L’arte viene spesso incorporata negli spazi abitativi attraverso murales, quadri o sculture che diventano parte integrante dell’ambiente. Ad esempio, un dipinto astratto sopra un divano può trasformare un salotto in un luogo vibrante e stimolante.
- Arredamento artistico: Mobili come sedie, tavoli o lampade possono essere progettati con elementi artistici. Un esempio famoso sono le sedie di Charles e Ray Eames, che combinano design funzionale con un’estetica unica.
- Moda e accessori: L’arte trova spazio anche nel design di abiti e accessori. Stampe artistiche su tessuti o gioielli ispirati a opere d’arte sono esempi di questa fusione.
- Oggetti di uso quotidiano: Tazze, piatti e altri oggetti possono essere decorati con motivi artistici, trasformando gesti comuni in esperienze estetiche.
- Architettura: Edifici come il Guggenheim Museum di Bilbao, progettato da Frank Gehry, sono esempi di arte che si fonde con il design architettonico per creare strutture iconiche.
Questi esempi mostrano come l’arte possa arricchire il design, rendendo gli oggetti e gli spazi più significativi e memorabili.
Artisti famosi nel design integrato
- Charles e Ray Eames: Pionieri del design organico, hanno creato mobili iconici come la Lounge Chair.
- Antoni Gaudí: Architetto spagnolo che ha fuso arte e architettura, come nella Sagrada Família.
- Giò Ponti: Designer italiano noto per la sedia Superleggera e il grattacielo Pirelli.
- René Lalique: Maestro dell’Art Nouveau, famoso per i suoi gioielli e oggetti in vetro.
- Ettore Sottsass: Fondatore del collettivo Memphis, ha rivoluzionato il design postmoderno2.
Tecniche per integrare l’arte nel design
Illuminazione strategica: Usare luci per evidenziare opere d’arte o creare atmosfere uniche.
Materiali misti: Combinare vetro, metallo o legno con elementi artistici.
Motivi e texture: Incorporare disegni o pattern ispirati all’arte in tessuti, mobili o pareti.
Personalizzazione: Creare pezzi unici che riflettano uno stile artistico specifico5.
Importanza dell’arte nel design moderno
L’arte nel design moderno:
Evoca emozioni: Trasforma spazi ordinari in ambienti stimolanti.
Riflette identità: Comunica personalità e valori attraverso oggetti e spazi.
Promuove innovazione: Ispirando nuove forme e idee.
Crea connessioni culturali: Integra tradizioni e stili diversi.
Conclusione: Il Design è Arte, l’Arte è Vita, la Vita è un Gioco
“Memphis Design Sottsass: un progetto che ha trasformato gli oggetti quotidiani in icone, e le case in musei.”
C’era una volta un designer che sognava mondi nuovi
Era il 1981, e in un colpo solo, Ettore Sottsass & Co. decisero che:
- Le linee dritte erano noiose.
- Il bianco e nero era deprimente.
- Il “buon gusto” era una prigione.
E così, inventarono un mondo dove:
✅ Una scrivania poteva sembrare un cartoon.
✅ Un orologio poteva essere illeggibile (ma bellissimo).
✅ Una casa poteva essere un parco giochi per adulti.
Morale della favola? Se il design è arte, allora anche la tua vita può essere un’opera d’arte.
La Vera Felicità? È una casa Memphis
Perché “vissero felici e contenti” non è solo un finale da fiaba. È un manuale di istruzioni:
- Scegli oggetti che ti fanno sorridere (anche se tua zia li odia).
- Abbi il coraggio di mischiare (un quadro rinascimentale sopra un divano acido? Perché no?).
- Ricorda: niente è “solo decorazione” (ogni pezzo è un personaggio nella tua storia).
E il drago del minimalismo? Fu sconfitto.
“Ma come faremo a vivere senza regole?” gridavano i custodi del buon gusto.
Semplice: ignorandoli.
- Perché un tavolo deve essere rettangolare?
- Perché una sedia deve essere comoda? (Scherziamo, ovvio che deve esserlo… ma può anche essere una provocazione).
Il Memphis ha vinto perché ha trasformato le case in teatri del possibile.
LA CERAMICA, IN PARTICOLARE, MI AFFASCINA PER LA SUA NATURA VERSATILE.
Modellare creta (materia applicata all’Istituto statale d’Arte di Fano) e decorare oggetti d’uso e d’arredo non era solo una questione di forma e funzione: era un’estensione del mio linguaggio pittorico. La superficie della ceramica diventava la mia tela, dove potevo lasciare il segno con pennellate audaci, giochi di ossidi, smalti e grafite, creando una fusione tra tradizione e sperimentazione.
Sottsass, aveva una visione del design che risuonava profondamente con la mia sensibilità artistica. Per lui: “il design non doveva essere meramente funzionale, ma doveva evocare emozioni”, raccontare storie, dialogare con chi lo vive. Questo messaggio mi spinse a reinterpretare gli oggetti quotidiani con una nuova consapevolezza. Anche nel mondo del food, il design giocava un ruolo chiave: la forma di un piatto, la curva di un bicchiere, la texture di una superficie potevano influenzare l’esperienza sensoriale.
Negli anni ’90 ebbi la straordinaria opportunità di incontrare Ettore Sottsass, un maestro del design che ha lasciato un segno indelebile nella mia visione creativa. La mia avventura nel mondo della ceramica iniziò alla fine degli anni ’80, quando affittai uno studio alla storica “Fornace Curti” di Milano.
Era un luogo intriso di storia e arte, uno spazio che mi permise di realizzare opere su diverse discipline: dalla pittura scenografica al mosaico, fino al design.

Essere artista, oltre a essere pittore e scenografo, la mia terza passione oltre la Musica e l’Arte era la Gastronomia: mi ha permesso di vivere il design non come una disciplina separata, ma come una forma d’arte che respira, evolve e ispira.
Metterei in evidenza “Il Piatto Terragni”:
un vassoio di ceramica bianco per finger food da usare a passaggio, negli eventi della moda. E’ un perfetto esempio di come il design possa sposarsi con la funzionalità e l’esperienza sensoriale.
La sua forma geometrica, un parallelepipedo suddiviso in due sezioni, dialoga con l’idea di modularità e ordine. Le finestre cuboidali, come vaschette alte 5 cm, accolgono ciascun finger food in un contenitore che non solo preserva l’estetica del piatto, ma invita il commensale a una presa naturale e raffinata. L’atto del prelevare il cibo con due dita diventa un gesto fluido, quasi coreografico, che esalta l’interazione tra chi offre e chi riceve. Questo progetto incarna perfettamente la filosofia di Sottsass. Un’opera che non passa inosservata e che trasforma il cibo in un elemento scenografico. Davvero un pezzo unico!







