Scopri gli artisti in forte ascesa più richiesti del momento: quotazioni, aste, visioni e un outsider italiano pronto a sorprendere.
Nel mercato dell’arte contemporanea, il tempo è denaro e il fiuto è tutto. Tra pittura, fotografia e visioni che sfidano il presente, alcuni nomi stanno facendo impazzire i collezionisti. Le loro quotazioni schizzano, le aste si infiammano, e il desiderio si mescola all’intuizione. Dal consolidato Bruno Munari al visionario David Lachapelle, passando per outsider rivalutati come Tano Festa e Sandy Skoglund… fino a un nome ancora senza prezzo, ma già in movimento: Giò Pasta.
ANALISI APPROFONDITA DEI PRIMI ARTISTI

1. Peter Schuyff — Stima: € 15.000,00 – 20.000,00 – €17.640 (Dipinti Dic. 2023)
Perché investire: Ex graffitaro olandese, ora star del neoespressionismo astratto.
Le sue tele psichedeliche sono l’investimento “cool” per i millennial.
Dati chiave: “Untitled” (1985): €32.000 chez Phillips (2023).
Movimento: Neo-Geo, anni ’80 New York
Stile: Astrattismo geometrico con effetti ottici e stratificazioni luminose
Musei: MOMA, MOCA, Met, Whitney Biennial
Trend 2025: Domanda per opere pre-1990 (più rare). In forte risalita grazie a mostre recenti in Asia e USA.
Rischio: Mercato volatile. Evitare pezzi post-2000 (meno richiesti).
collezionabili: Alto. Presente in gallerie top come Massimo De Carlo.
Damien Hirst (possiede 3 suoi lavori), Pharrell Williams.

2. Piero Dorazio — Stima tra: €5.000 a oltre €100.000
Perché investire: Dal 2013, le aggiudicazioni d’asta crescono anno dopo anno, accompagnate
da fatturati in costante espansione. Un’ascesa che ha trovato il suo apice il 18 aprile 2018, quando “Un bel niente” – olio su tela del 1958 – è stato battuto da Sotheby’s Italia per 400.000 €, partendo da una stima iniziale di 100.000-150.000 €. Un salto che ha segnato un nuovo record.
Movimento: Astrattismo italiano post-bellico. Perfetto per budget limitati.
Le sue trame di colore sono decorative ma profonde (ideali per uffici e loft).
Stile: Colore puro, geometrie liriche.
Note: Fondatore del gruppo Forma 1. Attivo tra Roma, Berlino e USA
Trend: Rivalutazione in corso. Le stime basse sono superate in asta. Ma il trend non si è fermato lì. Nel novembre 2019, Cool Star (1962) ha conquistato il secondo posto tra le sue aggiudicazioni più alte di sempre: venduta da Sotheby’s New York per 380.014 €, a fronte di una valutazione in catalogo compresa
tra 162.863 e 226.198 €.
collezionabili: Molto alta. Presente in collezioni storiche. Prima volta al mercato, appassionati di arte cinetica.
Rischio: Poco liquido. Vendere solo in aste specializzate es. Finarte:
Dorazio — Stima tra: €5.000 a oltre €100.000
Movimento: Astrattismo italiano post-bellico. Perfetto per budget limitati.
Le sue trame di colore sono decorative ma profonde (ideali per uffici e loft).

3. Bruno Munari — Stima: €25.000 – 30.000 circa
Perché investire: Le sue creazioni, con la loro enfasi sulla giocosità e la meraviglia, continuano a essere una fonte di ispirazione per il design contemporaneo, come dimostra l’attenzione dedicata a lui in eventi,
come il Salone del Mobile 2025.
Movimento: Arte concettuale, design, pedagogia visiva
Stile: Ironico, sperimentale, multidisciplinare
Note: Figura chiave del design italiano. Le sue opere sono rare e ambite.
Trend: Sempre verde, con picchi nei momenti di riscoperta didattica. Artista poliedrico (pittore, designer, scrittore, pedagogista) e una figura centrale del design italiano, noto per il suo approccio innovativo e
la sua capacità di unire arte, gioco e funzionalità.
collezionabili: Altissima. Munari è un nome da museo. Nel 2023, non da Christie’s ma dalla casa d’aste italiana Il Ponte Casa d’Aste, è stato stabilito
un record mondiale per Bruno Munari con la vendita della sua opera futurista Buccia di Eva per oltre 5,5 milioni di euro. Crescita delle quotazioni: Le quotazioni
per le sue opere sono in costante crescita. Ad esempio, nel 2016, un’opera della serie
Macchine Inutili ha raggiunto la cifra record di 152.000€, a fronte di una stima precedente di 40.000€.

4. Mario Schifano — Stima: €40.000.000 -60.000 circa
Perché investire: Il Bad Boy della pop art italiana, amato da Francesco Vezzoli e Maurizio Cattelan. I suoi paesaggi TV sono cult. Per questo oggi le sue Opere d’Arte di Mario Schifano sono considerate un solido investimento: nel novembre 2013 una sua opera fu battuta all’asta Dorotheum a Vienna per 446.800 €.
Dati chiave: “Paesaggio Anemico” (1964): €22.000 chez Sotheby’s (2024).
Indice di rivalutazione: +25% annuo (2022–2025).
Movimento: Pop Art italiana, pittura gestuale
Stile: Iconico, stratificato, con uso di smalti e immagini televisive
Note: Figura centrale del gruppo romano degli anni ’60
Trend: Sempre attivo, con oscillazioni legate alla qualità dell’opera.
Collezionabili: alte, ma attenzione alle opere seriali o postume. Cercare opere degli anni ’70 (meno inflazionate).
Rischio: Mercato frammentato. Attenzione ai falsi (Schifano firmava poco).

5. Piero Gilardi — stima € 15,000 – € 20,000
Perché investire: L’artista dei tappeti-natura sta vivendo una rivalutazione post-mortem. Ideale per collezionisti eco-friendly.
Movimento: Arte povera, ecologia visiva
Stile: Installazioni in poliuretano, natura sintetica
Note: Attivista e teorico, fondatore del Parco d’Arte Vivente
Trend 2025: Domanda per opere anni ’60–70 (più rare). In crescita grazie all’interesse per l’arte ambientale.
collezionabili: Media, ma in forte rivalutazione. Appassionati di arte concettuale.
Rischio: Mercato di nicchia. Difficile da vendere in fretta 2025: Domanda per opere anni ’60–70 (più rare).

6. Sandy Skoglund — da € 3.900 a €23,920
Perché investire: La regina della fotografia surreale sta vivendo una seconda giovinezza grazie al boom dell’arte dreamlike (vedi anche Gregory Crewdson).
Dati chiave: “Radioactive Cats” (1980): €8.500 chez Christie’s (2024)
Movimento: Arte concettuale, fotografia scenografica
Stile: Installazioni surreali fotografate. Animali in ambienti artificiali = metafora dell’antropocene.
Note: “Revenge of the Goldfish” è un’icona.
Trend: Costante, con picchi nei circuiti fotografici
Collezionabili: Alta per le stampe originali e le serie limitate. Acquistare stampe vintage (anni ’80) prima che salgano oltre i €15.000.
Rischio: Edizioni spesso non firmate. Richiedere certificato di autenticità.

7. Renato Mambor — Stima: € 25.000,00 / 35.000,00
Perché investire: le quotazioni salite alle stelle dal 2015, Segnano un incremento del 652% a maggio 2015. All’asta su Artprice le battute sono oltre 400. Mambor è uno degli artisti che ha avuto un aumento esponenziale delle quotazioni.
Movimento: Scuola di Piazza del Popolo
Stile: Minimalismo narrativo, figure stilizzate, concettualismo.
Note: Attore e artista, legato alla scena romana. Partito dalla pittura per poi diventare uno dei primi artisti d’avanguardia a sconfinare verso altre arti, quali la fotografia, la scultura, il cinema, la performance, le installazioni, il teatro.
Trend: In risalita grazie a mostre retrospettive, al mercato russo che inizia a investire sul pittore soprattutto dal 2014 a Parigi.
collezionabili: Buona, con margini di crescita. Le opere storiche si vendono anche a 70-80mila euro.

8. David LaChapelle — €46.000 circa
Perché investire: Il Warhol del XXI secolo mescola pop, sacro e kitsch. Le sue foto sono virali (Instagram adora i suoi colori acidi) e polivalenti (arte + moda + musica). Dati chiave: “The Rape of Africa” (2009):
€ 120,000 at Phillips (2023).
Movimento: Fotografia contemporanea, pop surrealismo
Stile: Barocco, provocatorio, saturo, teatrale. Stile unico e riconoscibile: Il suo approccio è caratterizzato da audacia, surrealismo, colori saturi e composizioni elaborate.
“Interessante scoprire i passaggi fondamentali della sua vita”:
https://www.giopasta.com/2025/04/25/fotografo-david-lachapelle-viaggio-tra-arte-colori-e- cultura-pop/
Note: Da Vogue a gallerie d’arte, icona visiva
Trend 2025: Stabile ad alto livello, con forte domanda internazionale in crescita per i dittici (coppie di immagini in dialogo).
Rischio: Edizioni limitate ma numerate (es. 10/50). Verificare sempre la provenienza.
collezionabili: Molto alte, soprattutto per le stampe firmate.

9. Valerio Adami — Stima €60.000,00 – 80.000,00
Perché investire: La sua arte è molto apprezzata a livello internazionale, il che può contribuire a sostenere la domanda e il valore delle sue opere nel tempo.
Movimento: Pittura narrativa, post-pop
Stile: Linee nere, campiture piatte, temi filosofici e politici
Note: Presente in collezioni pubbliche e private
Trend: Costante, con interesse accademico. Figura di spicco della figurazione narrativa europea degli anni ’60 e ’70. Influenzato dalla pittura espressionista che abbandonerà negli anni successivi, per accostarsi ai moduli della Pop Art americana, da cui svilupperà uno stile fumettistico e ironico le sue opere sono state esposte in importanti musei in tutto il mondo, tra cui il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.
collezionabili: Solida, con picchi per opere storiche. Dipinti su tela: variano ampiamente, ma possono andare da 5.000 € a oltre 50.000 € per opere di medie dimensioni, e superare i 100.000 € per quelle di grandi dimensioni

10. Mario Ceroli — Stima: € 50.000,00 – 60.000,00 ambientale
Perché Investire: per via del suo status di artista affermato con un’ampia e riconoscibile ricerca artistica, che include mostre importanti e collaborazioni significative.
Stile: Sagome in legno, installazioni teatrali
Note: Collaborazioni con teatro e architettura
Trend: Alternante, ma in riscoperta
collezionabili: Buona per opere uniche e grandi installazioni.

11. Tano Festa — Stima: €10.000 a 50.000 anni ’60 (+300% dal 2020)
Perché investire: L’outsider della Scuola di Piazza del Popolo, rivalutato dopo la retrospettiva alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (2024). Le sue bandiere e scatole sono icone del minimalismo italiano.
Movimento: Pop Art italiana
Stile: Icone culturali, citazioni rinascimentali, colori forti “Bandiera Bianca” (1967): €12.000 chez Cambi Aste (2025).
Note: Fratello di un poeta, artista tormentato
Trend: In crescita, rivalutato da gallerie e collezionisti
Rischio: Mercato ancora nicchia. Attenzione ai falsi (Festa usava materiali poveri, difficili da autenticare.
collezionabili: alte, soprattutto per opere degli anni ’60. Giovani galleristi (es. Lorcan O’Neill), appassionati di arte povera.

12. GIO’PASTA QUOTAZIONE: Da definire (ma il mercato sta già guardando)
Perché investire: Non è un artista. È un fenomeno. Visione: “Daimon Genesis” non è una collezione.
È un manifesto contro l’ipocrisia dell’arte contemporanea. Giò Pasta non dipinge per abbellire salotti, ma per squarciare le menzogne del nostro tempo:
L’amore virtuale (i like al posto degli abbracci).
La memoria selettiva (chi decide cosa ricordare?).
Il sistema dell’arte (galleristi, critici, aste: una mafia in smoking).
Target: Gio Pasta sviluppa uno stile che combina elementi diversi in modo unico. Lo spettro artistico include la figurazione visionaria, l’espressionismo e accenni di surrealismo spinti al limite. Ha esplorato anche il teatro, gli eventi multimediali e le installazioni, mantenendo sempre uno stile pittorico spirituale.
collezionisti: Rebelli con budget stima da €5.000 a €20.000. Proiezioni 2025–2030-Opere chiave:“Daimon Genesis” #1″ (2025) – richiesta pre-vendita da 3 gallerie europee. Potenziale: +200% in 5 anni se il progetto viene adottato da un museo (es. MACRO Roma).
Rischio: Zero. Perché Giò Pasta non gioca secondo le regole. E il mercato ama i fuorilegge:
L’outsider italiano che non chiede il permesso: https://www.artmajeur.com/gio-pasta
“L’arte non è un investimento. È una scommessa sulla tua capacità di vedere oltre. Il resto sono solo numeri.” — Giò Pasta
Perché si colleziona arte (davvero)
Collezionare arte non è solo una questione di investimento. Certo, ci sono galleristi e collezionisti che hanno costruito fortune fiutando il talento prima degli altri — basti pensare a chi ha acquistato Basquiat o Hirst prima dell’esplosione. Ma dietro ogni opera c’è anche un gesto di scelta personale, di risonanza emotiva, di complicità invisibile tra chi crea e chi raccoglie. L’arte non si compra solo per guadagnare: si compra per abitare un pensiero, per circondarsi di visione, per sfidare il tempo. Per questo vi invito a leggere un articolo su: “Collezionismo e Valore: Perché l’Arte Attira Investitori?”
https://www.giopasta.com/2025/04/24/aste-arte-contemporanea-guida-al-mercato-alle-quotazioni-e-alle-nuove-frontiere-dellinvestimento/
Arte buona vs bolle speculative
In un sistema dell’arte sempre più contaminato da algoritmi, influencer e fiere patinate, distinguere l’arte “buona” dalle bolle è un atto di resistenza. L’arte autentica non cerca di piacere: interroga, disturba, rimane. Le bolle speculative, invece, si gonfiano di consenso e si sgonfiano al primo cambio di vento. Il vero collezionista sa riconoscere la differenza tra un’opera che parla e una che si vende. E sa che il valore non è solo economico, ma etico, poetico, umano.
1. Attenti ai falsi profeti: il sistema dell’arte è una piramide Il 90% del mercato è controllato da:
5 case d’aste (Christie’s, Sotheby’s, Phillips, Bonhams, Artcurial).
10 galleristi (Larry Gagosian, David Zwirner, Thaddaeus Ropac…).
3 fiere (Art Basel, Frieze, TEFAF).
L’artista? Spesso è l’anello più debole.
Esempio: Un’opera di Jeff Koons venduta per €91 milioni (2019) – ma quanto ha guadagnato lui? Meno del 20%. Il resto se lo sono spartiti gallerie, aste e intermediari.
2. Arte “buona” vs bolle speculative: come distinguere un capolavoro da un bluff
Domanda scomoda: Se compri un’opera solo perché “va di moda”, stai collezionando arte o status symbol?
Segnali di una bolla: Hype mediatico (es. NFT nel 2021).
Prezzi che raddoppiano in 6 mesi (es. Beeple). Opere “facili” (colori accesi, soggetti virali).
Segnali di un’opera che resiste: ha una storia, la sua arte è fatta di gesti visivi provocatori, di parole che bruciano, di dediche che sorprendono. È poeta, artista concettuale, narratore di desideri e sospetti. Non espone in gallerie patinate, ma nei cuori inquieti.
È desiderata dai musei non solo dai collezionisti

GIO’ PASTA: ” “Rubens Azzanna il Dog Baloons di Jeff Koons” tec.mista su tela 70x100x3 cm – 2025
3. Regola d’oro: Se un’opera non ti fa domande, è probabile che sia solo un oggetto di design.
Come diceva Achille Bonito Oliva:
“L’arte è un virus che contamina il sistema”:
https://www.giopasta.com/2025/04/24/achille-bonito-il-ribelle-della-critica-darte-che-invento-la-transavanguardia-e-si-fece-nudo-per-provocarla/
Il sistema dell’arte è pieno di falsi profeti: artisti costruiti a tavolino, gallerie che vendono status più che visione, curatori che inseguono trend invece di scoprire verità.
Collezionare con intelligenza significa non farsi abbagliare, ma cercare coerenza, profondità, rischio. E a volte, il nome che non ha ancora una quotazione è proprio quello che vale di più — perché non ha ancora tradito la propria voce per entrare nel sistema.
4. Il collezionista furbo non insegue i trend: li crea.
I veri game changer dell’arte non hanno seguito la moda. L’hanno inventata:
Charles Saatchi ha comprato Damien Hirst quando era uno sconosciuto.
Peggy Guggenheim ha scommesso su Pollock quando tutti lo consideravano un pazzo.
François Pinault ha accumulato arte contemporanea africana prima che esplodesse.
Consiglio spietato:
Compra ciò che ti fa rabbrividire (non ciò che abbinerebbe al tuo divano).
Frequenta gli outsider (gallerie indipendenti, collettivi underground).
Ignora le aste (il vero affare si fa in studio, prima che l’artista diventi “cool”).
Risorse Utili
Artprice per trackare i prezzi: https://it.artprice.com/
Fondazione Lucio Fontana per certificati: https://www.fondazioneluciofontana.it/
Saatchi Art – Giò Pasta per visionare le opere: https://www.saatchiart.com/giopasta?srsltid=AfmBOoqxP9-AWi4j9i3n8EwYHyKBHpMX6bqez_YGQAYJK0XdrNF4MNGO
CONCLUSIONE: L’ARTE È UN GIOCO PERICOLOSO. E PROPRIO PER QUESTO VALE LA PENA GIOCARLO
Investire in arte non è come comprare azioni: richiede occhio, pazienza e una rete di esperti. I nomi che abbiamo analizzato (Piero Dorazio, Baj, Rotella, Mario Ceroli, Pascali. ecc. ecc.) sono solidi, ma il vero guadagno sta nello scoprire il prossimo grande talento – magari un artista come Giò Pasta, che unisce tradizione e innovazione.
L’Arte è un Investimento, Ma Anche una Passione:
https://www.giopasta.com/2025/03/18/gio-pasta-mercato-e-arte-manierismo-e-scandalo-ma-dove-sono-i-contenuti/
Se stai leggendo questo articolo, probabilmente non sei un semplice collezionista. Sei un cacciatore di significati. E in un mondo dove tutto è algoritmico, l’arte è una delle ultime zone franche dell’umano.
PROSSIMI PASSI
1. Segui gli artisti emergenti es. Giò Pasta: https://www.artmajeur.com/gio-pasta
2. Visita studi, non solo gallerie.
3. Compra con gli occhi, non con il portafoglio
4. Work in progress: “Daimon Genesis” è una collezione che nasce dal conflitto. Giò Pasta non cerca di decorare il mondo. ma di interrogarlo. Le sue opere sono atti visivi e poetici che mettono in crisi il sistema dell’arte, la memoria selettiva della società, e l’illusione dell’amore virtuale. Non c’è consolazione, ma verità. Non c’è stile, ma urgenza. Il Daimon non chiede permesso: nasce, e brucia.

GIO’ PASTA : “INDIMENTICABILE ESPERIENZA” 300X200X5 cm.
Ultima domanda: “Se dovessi scegliere un solo artista da questa lista per iniziare la tua collezione, quale sarebbe e perché? Scrivilo nei commenti!”
(E se sei d’accordo che l’arte deve fare male, condividi questo articolo. Il sistema ci sta guardando)





