Kehinde Wiley: Il Rovesciamento Barocco che Fa Storia
L’arte è un campo di battaglia. Per Kehinde Wiley, nato a Los Angeles nel 1977, questo campo non è astratto, ma letteralmente dipinto. Wiley non si limita a creare quadri; riconquista lo spazio all’interno della narrazione visiva occidentale, un territorio per secoli dominato da volti e storie bianche. Il suo lavoro è un’affascinante, e talvolta sfacciata, fusione tra la grandezza del Barocco e l’estetica urbana contemporanea.
Si potrebbe dire, come suggerisce il tuo acume, che l’artista è un “furbacchione”. Ma la sua “furbizia” risiede nell’aver compreso che la massima sovversione non è distruggere, ma occupare e stravolgere ciò che esiste. Similmente a come Jeff Koons usa oggetti kitsch e icone pop, Wiley impiega le pose e le composizioni dei Grandi Maestri (Tiziano, Ingres, David) e le usa come trampolino di lancio per una dichiarazione profondamente politica e sociale, trasformandole in qualcosa di audace, kitc-barocco e indiscutibilmente contemporaneo.
Il suo modus operandi è una deliberata esclusione dell’esclusore: dipinge esclusivamente persone di colore, spesso reclutate per le strade di New York o di altre città globali, elevandole a una regalità e un’autorità che il canone storico ha loro negato. I suoi ritratti non sono passivi, sono performativi: i soggetti interrogano lo spettatore, guardandolo dritto negli occhi da una posizione di potere inattesa.
Le 10 Opere Chiave di Kehinde Wiley: Tra Iconografia Classica e Street Style
Per comprendere appieno il genio di Wiley, è essenziale analizzare come egli usi e abusi della storia dell’arte per tessere la sua nuova narrazione.
1. Napoleon Leading the Army over the Alps (2005)
L’Originale: Napoleone che attraversa le Alpi al Gran San Bernardo (1801) di Jacques-Louis David, simbolo della leadership e del trionfo militare bianco.
Il Rovesciamento: Wiley sostituisce Napoleone con un giovane afroamericano vestito con streetwear e stivali Timberland. La composizione rimane quasi identica, ma lo sfondo non è lo scenario alpino, bensì un motivo floreale ornamentale in stile Barocco, scintillante e bidimensionale. L’impatto è sbalorditivo: la tradizionale iconografia di potere viene decostruita e il ruolo di eroe storico viene assegnato a un individuo contemporaneo, marginalizzato dal racconto storico.
2. The Portrait of Andries Stilte (2006)
L’Originale: Un ritratto di un giovane mercante o aristocratico olandese del XVII secolo. Il Rovesciamento: Il soggetto è un giovane nero in abiti casual. La sua posa rilassata e l’abbigliamento moderno si scontrano con lo sfondo lussureggiante e altamente decorativo. Questa opera evidenzia come il lusso e l’ornamento siano sempre stati segni di status, ora rivendicati e ridefiniti da un’identità moderna e non-bianca.
3. Equestrian Portrait of Philip IV (2005)
L’Originale: Il ritratto equestre di Filippo IV di Spagna (1635) di Diego Velázquez, l’apice della ritrattistica reale. Il Rovesciamento: Un uomo contemporaneo, con un look da periferia, prende il posto del re sul cavallo impennato. La maestosità della pittura equestre, tradizionalmente riservata ai monarchi o ai generali, viene cooptata per conferire regalità e autorità a un cittadino comune, sfidando la nozione di “nobile” o “degno di essere rappresentato”.
4. Judith and Holofernes (2012)
L’Originale: Il tema biblico di Giuditta che decapita il tiranno Oloferne, un’icona della forza femminile (come in Caravaggio o Artemisia Gentileschi). Il Rovesciamento: Wiley raffigura una donna nera, forte e bellissima, in abiti moderni, che regge in mano la testa decapitata di una donna bianca. Sebbene l’artista abbia spesso insistito sul fatto che i suoi ritratti non sono necessariamente politica partitica ma affermazione di identità, questa opera è particolarmente provocatoria, ribaltando secoli di tropi razziali e di genere nella rappresentazione della violenza e del potere femminile.
5. President Barack Obama (2018)
L’Opera Istituzionale: Il suo ritratto ufficiale di Barack Obama è un punto di svolta. La Rappresentazione: Obama è raffigurato seduto, leggermente chinato in avanti in modo informale ma dignitoso, contro un muro di vegetazione lussureggiante. Le piante (crisantemi, gelsomini, gigli africani) simboleggiano i luoghi significativi della sua vita (Chicago, Hawaii, Kenya). L’uso dello sfondo altamente decorativo e la posa “inattiva” e pensierosa conferiscono un senso di accessibilità reale che si distacca dalla rigida formalità dei ritratti presidenziali passati.
6. The Two Sisters (2012)
L’Opera: Un ritratto di due giovani donne che irradiano fiducia e stile, ispirato forse a un dipinto di Sir Joshua Reynolds. L’Analisi: La cura maniacale per i dettagli degli abiti e l’esplosione di colori nello sfondo floreale evidenziano la capacità di Wiley di fondere l’opulenza classica con l’estetica street. È un inno alla bellezza e alla self-confidence nell’epoca contemporanea.
7. Passing/Posing (The Entry into Paris of Dauphin, the Future Charles V) (2004)
L’Originale: L’ingresso a Parigi del Delfino, futuro Carlo V, che celebra l’autorità monarchica. Il Rovesciamento: Un giovane nero, in abiti contemporanei, impugna una spada, circondato da gigli stilizzati, simboli della regalità francese. Il soggetto assume la posa e l’autorità del re, enfatizzando la presenza e la rivendicazione del proprio spazio nel tessuto storico e culturale.
8. Saint Adelaide (2014)
L’Opera: Fa parte della serie di ritratti di donne sante o martiri. L’Analisi: Anche qui, Wiley non si limita a sostituire il soggetto. Le donne ritratte acquisiscono una forza e una sacralità che ridefiniscono le figure femminili nella narrazione religiosa e storica, tradizionalmente raffigurate come passive o sofferenti.
9. Shantavia Beale II (2012)
L’Opera: Un potente ritratto di una donna che, attraverso la sua posa e il suo sguardo diretto, incarna la resilienza e la forza della donna nera. L’Analisi: L’artista usa la posa di una figura storica e, attraverso lo sguardo intenso e la scelta dell’abbigliamento, la trasforma in un’immagine di empowerment contemporaneo. Il dipinto è un manifesto sulla dignità e sulla sfida.
10. Ship of Fools (2017)
L’Opera: Una rara opera non ritrattistica su grande scala, che riprende il tema medievale/rinascimentale della “Nave dei Folli”. L’Analisi: Wiley inserisce figure contemporanee nere in una barca sovraffollata in mare, richiamando immediatamente le crisi migratorie moderne e il tema della diaspora africana. In questo caso, il Barocco cede il passo a un’allegoria politica e sociale più diretta, utilizzando un archetipo storico per commentare il dramma contemporaneo.
Fatti Interessanti su Kehinde Wiley
- Doppia Nazionalità: Kehinde Wiley è nato da madre afroamericana e da padre nigeriano (Yoruba). Suo padre tornò in Nigeria, e Kehinde crebbe con la madre, che lo incoraggiò a studiare arte.
- La Tecnica di Street Casting: Inizialmente, Wiley ha sviluppato il suo metodo di “reclutamento”. Girava per le strade, in particolare ad Harlem, New York, e invitava persone comuni a posare per lui, spesso mostrando loro un libro di storia dell’arte per far scegliere al soggetto la posa classica che desiderava emulare.
- Il Primo Nero alla National Portrait Gallery: Il suo ritratto di Barack Obama, insieme a quello di Michelle Obama realizzato da Amy Sherald, è il primo ritratto di un Presidente e First Lady afroamericani ad essere esposto in modo permanente alla National Portrait Gallery di Washington D.C.
- La Fondazione Black Rock: Nel 2019, Wiley ha aperto una residenza d’artista a Dakar, Senegal, chiamata “Black Rock”. Questo progetto mira a creare uno scambio artistico globale, portando artisti internazionali in Africa e viceversa.
Mostre, Critica e Mercato di Kehinde Wiley
Le Mostre Più Importanti
Le opere di Wiley sono state esposte nei musei più prestigiosi del mondo. Tra le mostre più significative si annoverano:
| Anno | Mostra | Luogo | Riferimento Critico/Curatoriale |
| 2008 | The World Stage: Africa, Lagos-Dakar | Studio Museum in Harlem, New York | Curata da Thelma Golden, è stata cruciale per la sua ascesa. |
| 2015 | A New Republic | Brooklyn Museum, New York (poi tour) | Una retrospettiva fondamentale che ha cementato il suo status. |
| 2016 | Kehinde Wiley: Ship of Fools | Galerie Daniel Templon, Bruxelles | Ha presentato opere più allegoriche e di commento sociale. |
| 2017 | The National Gallery of Victoria Triennial | National Gallery of Victoria, Melbourne | Ha messo in mostra la sua influenza globale. |
| 2023 | An Archaeology of Silence | Fine Arts Museums of San Francisco | Concentrata sui ritratti di giovani neri in pose di martirio e riposo. |
Quotazione e Mercato
Il mercato di Kehinde Wiley ha visto una crescita esponenziale, in parte dovuta alla sua fama globale e all’alta rilevanza culturale delle sue opere, culminata con il ritratto di Obama.
- Prezzi in Galleria: Le sue tele di grandi dimensioni (tipicamente quelle che emulano i grandi formati storici) sono trattate dalle gallerie (come Galerie Daniel Templon a Parigi/Bruxelles e Sean Kelly Gallery a New York) a cifre che spaziano dai 300.000 ai 400.000 dollari (dati pre-2022).
- Record d’Asta: Wiley ha stabilito diversi record. Nel 2024, il suo dipinto Christian Martyr Tarcisius (2008) ha raggiunto un record mondiale d’asta venduto per £660.400 (circa $842.670/€773.262) da Phillips a Londra, superando ampiamente le stime. Un altro ritratto, St. Francis of Assisi, è stato venduto per $625.000 nel 2017. Il suo fatturato annuo è passato da circa $30.000 nel 2005 a oltre 3,2 milioni di dollari nel 2021.
- Edizioni e Stampe: Le sue stampe e litografie in edizione limitata sono disponibili per cifre più accessibili, ma comunque consistenti, ad esempio tra i $6.000 e i $50.000 a seconda della tiratura e del soggetto.
Note Critiche: Concetto, Performance o Realismo?
La critica ha spesso etichettato lo stile di Kehinde Wiley come “realismo concettuale“.
Realismo Concettuale: Un Termine Improprio?
Il tuo appunto è estremamente pertinente: definire lo stile di Wiley come puro “realismo concettuale” sembra insufficiente e, per certi versi, fuorviante.
- “Realismo”: Sebbene i suoi soggetti siano ritratti in modo fotorealistico e meticoloso, l’ambiente circostante – gli sfondi floreali eccessivi, bidimensionali e opulenti – è tutto fuorché realista. Quei motivi sono l’astrazione di un fantasma Barocco che invade la realtà.
- “Concettuale”: L’arte di Wiley è fortemente concettuale. Il concetto non è solo l’idea di ribaltare il canone; è il processo di casting stesso: il reclutamento di persone comuni per strada e la loro investitura a figure storiche. L’opera è il risultato di un’azione concettuale:
https://www.brooklynmuseum.org/it-IT/objects/169803
La Necessità della Performance
Il termine che manca in questa equazione è proprio la Performance.
L’atto di scegliere la propria posa storica (la scelta performativa del soggetto) e l’atto di sostenere lo sguardo con un’aria di potere (la performance sul set) sono inscindibili dal risultato finale. Il dipinto non è solo una rappresentazione della realtà o di un concetto; è il documento finale di una performance di riappropriazione identitaria e storica.
- La Performance come Forza Guida: L’arte di Wiley è guidata dalla performance e dal concetto, che lavorano in tandem. Il concetto è l’idea di decostruzione del canone. La performance è l’azione fisica e psicologica che dà vita a quel concetto, ovvero l’atto del soggetto nero che incarna l’autorità storicamente negata.
- Esclusione Impossibile: Il concetto e la performance non solo non si escludono a vicenda, ma sono mutualmente dipendenti nel lavoro di Wiley. Senza l’atto performativo (la posa, lo sguardo, l’abbigliamento), il concetto di Riappropriazione Barocca rimarrebbe sterile. La tela, quindi, è il risultato tangibile di un atto politico-performativo.
In sintesi, l’etichetta più appropriata per lo stile di Kehinde Wiley dovrebbe includere la dimensione performativa. Potrebbe essere meglio definito come Realismo Performativo e Barocco Concettuale, sottolineando l’interazione dinamica tra l’identità, la storia e la messa in scena visiva.
GIO’ PASTA
La ritrattistica come specchio dell’anima: la mia visione oltre il visibile
Se Kehinde Wiley ci insegna come il ritratto possa diventare un manifesto di identità e potere, la mia ricerca artistica si muove su un altro piano: cogliere l’essenza invisibile di chi ho di fronte. Non si tratta di un confronto, ma di una personale alchimia tra pennello, colore e soggetto.
Che si tratti di Pier Paolo Pasolini,

profondo.
E poi c’è Louis Armstrong,

che nel mio lavoro emerge vestito di bianco, staccandosi da un fondo blu notturno costellato di stelle, come se la sua musica potesse illuminare l’universo. Non posso dimenticare Eduardo De Filippo, genio del teatro che ha regalato al mondo commedie straordinarie, capaci di ridere e piangere sulla stessa scena, e John Cage,

il compositore musicista che ha trasformato il silenzio in arte e il caso in poesia. In passato, la ritrattistica mi ha affascinato perché è un dialogo silenzioso

MIA FARROW – attrice americana
tra artista e modello, un tentativo di fermare il tempo e rivelare ciò che le parole non possono dire. Oggi, questa passione si evolve: i miei lavori non sono solo rappresentazioni, ma interpretazioni visive

di chi ha segnato la storia, la cultura, l’arte. Ogni volto diventa una mappa emotiva, un invito a guardare oltre l’apparenza.

LE ADOLESCENTI – modelle di Helmut Newton fotografo
Se vuoi scoprire come trasformo la ritrattistica in un’esperienza unica,
esplora la mia galleria:
https://www.giopasta.com/atelier/ritratti-e-illustrazioni/
o contattami per una commissione personalizzata. L’arte, dopotutto, è il luogo dove la realtà e l’immaginario si fondono per creare qualcosa di eterno.

GIO’ PASTA – autoritratto anni ’80





